Masserie

Masserie
Le masserie sono testimonianza del tipo di organizzazione economica e sociale del territorio, degli insediamenti rurali risalenti al periodo medievale, costruite per i coloni che lavoravano nei campi, anche se appartenevano ai latifondisti che godevano di una parte del raccolto. L'altra parte spettava a colono che così facendo, si procurava anche la dimora dove vivere con la sua famiglia.
La produzione riguardava prevalentemente la coltivazione di grano, olive, cereali, oltre all'allevamento del bestiame e la produzione di latte e formaggio.
Le Masserie di origine medievale erano come delle cittadelle fortificate munite di torri merlate e alte mura di cinta; mentre scenografiche scalinate, loggiati, statue stemmi riportano ai fasti di quella borghesia che nel settecento, ottocento trasferì in campagna i modelli e gli stili in voga nelle cittadine.
Queste strutture architettoniche sono circa 500 nelle nostre campagne e spesso attribuiscono il nome alle contrade. Nelle contrade, nelle costruzioni a trullo, vivevano le famiglie contadine che per lo più lavoravano nelle terre del proprietario.  

Le masserie erano e, lo sono ancora in molti casi, le nostre industrie: opifici attivi e proiettati nel futuro; a ridosso delle vecchie masserie sono sorti frantoi oleari, caseifici, o aziende di trasformazione di prodotti agricoli. Le masserie assolvono ancora le loro antiche funzioni, ma sono  integrate da nuove strutture nel rispetto della tradizione. Altre masserie sono oggi aziende agrituristiche, per accostarsi ai ritmi della vita agreste, ritrovare suoni, odori e colori dimenticati, scoprendo tutto ciò che altrove si chiama folklore qui è quotidianità.

Storia
Probabilmente i primi esempi risalgono al tempo dei Messapi e comunque ai tempi della colonizzazione di popolazioni greche. Costituivano una organizzazione di base del territorio finalizzata ad attività agricole, successivamente i romani proseguirono con questa organizzazione allargando queste unità agricole a maggiori aree, creando le basi per il latifondo. 
Le villae romane, come venivano chiamate a quei tempi,  con la caduta dell'impero divennero piccole fortezze organizzate per la difesa dalle invasioni barbariche. Intorno all'anno mille le masserie divennero una nuova entità rurale chiamata "feudo", spesso assunsero la fisionomia di piccoli villaggi fortificati con alte muraglie. 
Con i Borboni (sec. XVIII) il "feudalesimo" si rafforzo'  nella realtà dei fatti, con una borghesia rurale sempre più ricca con l'esproprio dei feudi ecclesiastici e le masse dei contadini salariati  alle dipendenze dei proprietari terrieri. La borghesia rurale continuò a dominare nel meridione sino agli anni 50 del 900 e anche oltre per certi versi.
A coordinare il lavoro nella masseria ci pensava il "massaro" il più stretto collaboratore del padrone, lui si occupava di reclutare la mano d'opera e di controllare che tutta la "macchina aziendale" (di vera e propria complessa azienda si trattava infatti), funzionasse alla perfezione.
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