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Le Vacanze nel Salento

Salento

Chi lo scopre lo apprezza per l'atmosfera magica per la cultura il turismo e tradizioni, che rendono questa terra unica per chi ci vive e fantastica per chi la visita.

Il Salento, la più antica delle terre pugliesi, un mondo spirituale complesso sin dalle origini, noto anche come Penisola Salentina è conosciuto come Tacco d'Italia, è una delle regioni che si estende sulla parte meridionale della Puglia, tra il mar Ionio e il mar Adriatico; un territorio capace di trasmettere stimoli e messaggi tra i più diversi, di affascinare con i miti e i segni dei popoli antichi, di interessare con le testimonianze e gli incroci delle culture del Mediterraneo.

La Penisola Salentina, dai greci anticamente chiamata Messapia "Terra fra due mari", era un tempo abitata dai Messapi, di origine probabilmente illirica, che nonostante difendessero la propria autonomia dall'antica città greco-spartana di Taranto furono progressivamente assorbiti dall'avanzata dei tarantini, che fondarono una serie di Phroura (avamposti militari).

La storia del Salento..

La storia del Salento ha sempre incontrato quella dell'Oriente, fin dai tempi in cui la leggenda vuole che siano stati i Cretesi a fondare Lecce. Nell'età dei Bronzo la penisola salentina fu abitata da popolazioni indoeuropee giunte fino al sud attraversando le Alpi e proseguendo lungo la dorsale adriatica. La presenza di Dolmen (Si tratta di un monumento megalitico costituito generalmente da un lastrone di pietra appoggiato orizzontalmente su pietre infitte verticalmente nel terreno.) C'è chi afferma che sono monumenti funebri, chi invece pensa che venissero usati per i sacrifici, tale ipotesi sembra confermata dalla presenza di cataletti scavati sulla superficie di alcuni Dolmen; e di Menhir (dal bretone men e hir "pietra lunga") sono dei megaliti (dal greco "grande pietra") monolitici (da non confondere con i dolmen, politici e solitamente assemblati a portale).I menhir erano eretti solitamente in età della pietra (neolitico, era preistorica) e potevano raggiungere anche più di venti metri di altezza; si trovano nel basso Salento sono una testimonianza di questo periodo, pur trattandosi solo di una piccola parte sopravvissuta a tante demolizioni.

Nell'VIII sec. a.C. coloni greci avevano fondato, lungo la costa città come Gallipoli, Otranto, Taranto che sarebbero diventate i punti di riferimento della Magna Grecia, piccole capitali più prestigiose di quelle della madre patria.

Nell'area a Sud di Lecce esiste ancor oggi una sorta di "isola linguistica" e culturale dove ancora si parla il griko.

L'area elienofona della Grecìa Salentina comprende nove Comuni (Calimera, Castrignano dei Greci, Corigliano d'Otranto, Martano, Martignano, Melpignano, Soleto, Sternatia, Zollino), anticamente veniva occupava tutta la fascia che si estende, da Gallipoli ad Otranto.

In quest'area la testimonianza greca è presente tutt'ora nell'architettura, nella musica popolare, nella gastronomia. Gli elementi greci, fusi con quelli salentini, hanno consentito uno sviluppo culturale autonomo, del tutto originale.

Dopo la guerra tarantina i Romani sfruttarono la posizione strategica ramificando le rete viaria proveniente dall'Urbe, facendo di Brindisi il capolinea dell'Appia e della Traiana e costruendovi successivamente porti come a San Cataldo e a Roca. Un altro periodo importante è quello che vede il Salento al centro delle mire espansionistiche dei Turchi; un evento tristemente memorabile è quello che coinvolse Otranto, nel 1480 attaccata e saccheggiata da una poderosa flotta comandata da Acmet Pascià, la cui Resistenza venne punita con l'uccisione di ottocento abitanti. Fu questo uno degli episodi che diede l'avvio alla costruzione delle torri di guardia sotto gli Spagnoli, realizzate a partire dal '500, sotto il regno di Carlo V (torri costiere che venivano costituite da un sistema di avvistamento che consentiva nel difendersi in occasione di attacchi dal mare). Queste torri sono anche oggi visibili lungo la costa pugliese.

Nello stesso periodo, Lecce oltre a diventare una delle città più belle ed importanti del periodo, riuscì ad attirare nobili e studiosi, grazie al volto del Barocco coinvolgendo gran parte dell'entroterra favorito dal morbido, duttile calcare leccese ovvero la pietra leccese impreziosendo grandiosi edifici civili e religiosi.

Lecce e gran parte del Salento si riempirono di putti, grifi, trabeazioni elaborate, balaustre ardite, realizzati nel marmo dei poveri.

Nella parte interna del territorio, si possono ammirare immensi campi di ulivi secolari, intervallati a vigneti, dal quale si ottengono vini e olii pregiati che costituiscono il vanto per questa terra.Alcune decine di anni fa è stata individuata una grotta naturale lungo la costa dell'Adriatico nelle vicinanze di Porto Badisco troviamo la Grotta dei Cervi, di origine carsica che era stata rifugio dell'uomo preistorico nel Salento durante il periodo Neolitico.

Il Salento per lo più viene apprezzato per la magica atmosfera, le numerose meraviglie da scoprire, il sole caldo, il cielo blu, il mare cristallino, estese coste da sogno dai mille disegni, l'arte barocca.

Ogni cosa nel Salento è un invito a scoperte: le zone archeologiche disseminate per la penisola; la tipica edilizia del passato fatta di tufo, i borghi, castelli, torri di guardia e campanili immersi nel paesaggio. L'introduzione della vite in questo territorio risale a tempi remotissimi. Giunta dal mare, più precisamente dall'Asia Minore, in un'epoca che si fa risalire all'VIII secolo a.C. con la colonizzazione greca.


La Penisola Salentina si caratterizza per tratti comuni, sia dal punto di vista linguistico che da quello architettonico. Il paesaggio architettonico è di tipo greco per la predominanza assoluta delle case bianche "a calce", senza tetto, soprattutto in campagna e sulla costa, ma i centri storici sono predominati dal carattere spagnolo del Barocco che qui assume caratteristiche proprie spogliandosi della sovrabbondanza pittorica degli interni e trasformando le facciate esterne di chiese e palazzi in veri arazzi scolpiti.

Il paesaggio rurale del Salento è caratterizzato dalla Macchia Mediterranea Alberi di ulivo ed estensioni di vigneti spadroneggiano nel territorio; tipici i boschi autoctoni di Leccio che hanno dato il nome alla città di Lecce.

Tra la vegetazione affiorano tipici segni di un passato più o meno remoto: monumenti funebri quali Dolmen e Menhir e particolari costruzioni rurali edificate con pietre denominate "pagghiare" o "furneddhri". Famosissimi sono i Trulli, case dalla particolare architettura a forma conica, numerosi soprattutto nel nord del Salento.

Lungo le coste sono invece incastonate le bellissime Torri costiere, un tempo utilizzate per l'avvistamento di navi saracene.


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